Pioggia e clima autunnale, in crisi il turismo sul Garda
Rispetto al 2007 gli albergatori registrano una riduzione del 15% delle presenze negli hotel. Nei campeggi il dato raggiunge anche il 30%.
Sembra destinata a non concludersi la discordia tra calendario e clima. Le agende indicano già il periodo delle ferie estive, ma sole e calura non si fanno vedere all’orizzonte. Temperature più basse di circa dieci gradi rispetto a quelle del giugno 2007. Pioggie continue da ormai molte settimane. Nel week end persino un po’ di neve sulla cima del Monte Baldo.
Sembrano lontani anni luce i pomeriggi primaverili trascorsi in riva al lago in costume. Niente tintarelle per gli amanti dell’abbronzatura. Ma l’allarme più preoccupante arriva da tutti i soggetti del turismo lacustre. Con freddo e pioggia, nessuno ha voglia di mettersi in costume da bagno. Gli albergatori parlano di una riduzione di circa il 15% delle presenze di turisti negli hotel a Verona. Le disdette sono rare. ma molte famiglie, costrette a rimanere chiuse in camera, decidono di tornare a casa in anticipo rispetto alla fine della vacanza.
Una vera ‘mazzata’ è arrivata sulle ginocchia dei gestori dei campeggi. La pioggia ha costretto tutti i turisti a rimanere rintanati nei camper e nei boungalow.
Non proprio il massimo per chi ha scelto il lago per rilassarsi dopo un anno di stress e fatiche in ufficio o in fabbrica. Il calo, rispetto al 2007, dovrebbe aggirarsi attorno al 30% o forse più. Ma sarebbe riduttivo attribuire tutte le responsabilità della crisi al cattivo tempo. Non si può dimenticare la difficile situazione in cui versa l’economia italiana tout court, senza contare le offerte low cost di tutti quei Paesi a cavallo dell’Equatore, dove il caldo non manca mai.
Oltre agli albergatori e ai gestori di camping, la lista delle vittime del mal tempo si arricchisce di negozianti dei piccoli centri e dei grandi parchi acquatici. Serve riconsiderare l’intero settore per non rischiare di perdere una risorsa fondamentale. Gli operatori pensano di proporre ai nuovi clienti nuove offerte che possano prescindere dal clima. Una soluzione che premierebbe sicuramente le città d’arte e i musei.
Fonte: Quotidiano City del 18 Giugno 2008











