Blog di Verona

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Mag

Ateneo, studenti in piazza, proteste per il caro-rette

Posted By admin nella categoria Scuola e istruzione.

Previsto un aumento di 200 euro per il prossimo anno. L’ateneo punta il dito contro i tagli ai finanziamenti statali e promette miglioramenti.
Verona scala le classifiche di qualsiasi disciplina. Dopo l’exploit ottenuto alle elezioni, che ha reso la città di Giulietta e Romeo la roccaforte della Lega Nord, arriva un nuovo record. Ma nessuno ha intenzione di festeggiare questa volta. Se l’esito delle urne può dividere, questa novità ha unito tutti nelle proteste.
Si sta parlando del caro-rette previsto per l’anno prossimo per gli studenti dell’Università di Verona. Un aumento di 200 euro che ha suscitato le proteste dei giovani iscritti e di quelli futuri.

Verona diventerebbe così il quarto ateneo più caro del Nordest. La tassa di iscrizione di 1.150 euro, rispetto ai preceddenti 950, metterebbe Verona ad una sola lunghezza dal podio dove troneggiano Padova, Brescia e Modena.
Nella città del Santo gli studenti pagano una retta che oscilla dai 1620 euro a 1710 per economia. Gli studenti bresciani versano 1500 euro per la triennale in giurisprudenza, ma arrivano fino a 1851 per una specialistica in economia. Studiare a Modena costa 1236 euro per tutte le triennali e 1294 per le specialistiche.
In campo scientifico, però, Verona batte ogni concorrente. Una laurea specialistica in odontoiatria costa 2100 euro all’anno. Ma l’aumento non dovrebbe interessare le lauree ad indirizzo medico sanitario. L’ateneo scaligero prova a giustificarsi addossando le responsabilità ai tagli del finanziamento statale e fa sapere che l’aumento contribuirà a migliorare la qualità dell’offerta didattica e ad aumentare il numero dei servizi didattici aggiuntivi.

Più docenti, più personale, strutture rimodernate. Ma le orecchie degli studenti continuano a fischiare e il loro portafogli chiede loro una protesta intelligente per non rischiare l’estinzione. E proprio ieri davanti a palazzo Giuliari si sono riuniti per esprimere il loro disappunto nei confronti della decisione varata dal consiglio d’amministrazione dell’ateneo.
La questione scotta e tutti si augurano di non dover passare allo scontro per tutelare i propri diritti.

Fonte: Quotidiano City del 24 Aprile 2008

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