‘Mi hanno dato fuoco’, poi ammette: ‘Una bugia’
Aggredito da una banda di punk: ma il raccontro di un 15enne era stato concordato con gli amici. Si era bruciato per gioco e temeva i genitori.
La storia, purtroppo, era una di quelle credibili di questi tempi. E così per qualche ora, hanno messo nel sacco tutti, dai genitori ai poliziotti. E invece, non c’era stata nessuna aggressione. Quei cinque ragazzi stavano semplicemente giocando. Un gioco pericoloso con dell’alcol, un accendino e un pentolino.
Quando uno di loro è rimasto ustionato, l’idea, la bugia. Per non incorrere nell’ira dei genitori i ragazzini hanno inventato di essere rimasti vittima di un’aggressione. Un gruppetto di altri ragazzi, descritti come ‘punk’, li avrebbero fermati per chiedere una sigaretta. Al rifiuto, avrebbero, secondo il racconto, dato fuoco ad uno di loro con un accendino. Solo la pronta reazione di alcuni amici avrebbe impedito che le fiamme si propagassero al di sopra della cinta.
Questa storia è stata smontata nella tarda serata dalla polizia. In realtà, già da qualche giorno, i cinque ragazzi andavano in un vecchio casolare abbandonato a Saval, dove si divertivano a vedere le fiamme che si sprigionavano dando fuoco all’alcol in un pentolino. Uno di loro si è avvicinato con una bottiglia di alcol per alimentare il fuoco ma la fiamma ha fatto esplodere la bottiglia.
L’alcol lo ha investito facendo andare a fuoco la maglietta e i pantaloncini. Gli amici lo hanno soccorso e aiutato a spegnere le fiamme, chiamando subito dopo il soccorso sanitario. Rincuorati dagli investigatori, hanno ripreso il filo del racconto facendo però emergere, man mano che venivano ascoltati separatamente, alcune contraddizioni.
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