Blog di Verona

22
Lug

‘Mi hanno dato fuoco’, poi ammette: ‘Una bugia’

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Aggredito da una banda di punk: ma il raccontro di un 15enne era stato concordato con gli amici. Si era bruciato per gioco e temeva i genitori.
La storia, purtroppo, era una di quelle credibili di questi tempi. E così per qualche ora, hanno messo nel sacco tutti, dai genitori ai poliziotti. E invece, non c’era stata nessuna aggressione. Quei cinque ragazzi stavano semplicemente giocando. Un gioco pericoloso con dell’alcol, un accendino e un pentolino.
Quando uno di loro è rimasto ustionato, l’idea, la bugia. Per non incorrere nell’ira dei genitori i ragazzini hanno inventato di essere rimasti vittima di un’aggressione. Un gruppetto di altri ragazzi, descritti come ‘punk’, li avrebbero fermati per chiedere una sigaretta. Al rifiuto, avrebbero, secondo il racconto, dato fuoco ad uno di loro con un accendino. Solo la pronta reazione di alcuni amici avrebbe impedito che le fiamme si propagassero al di sopra della cinta.
Questa storia è stata smontata nella tarda serata dalla polizia. In realtà, già da qualche giorno, i cinque ragazzi andavano in un vecchio casolare abbandonato a Saval, dove si divertivano a vedere le fiamme che si sprigionavano dando fuoco all’alcol in un pentolino. Uno di loro si è avvicinato con una bottiglia di alcol per alimentare il fuoco ma la fiamma ha fatto esplodere la bottiglia.
L’alcol lo ha investito facendo andare a fuoco la maglietta e i pantaloncini. Gli amici lo hanno soccorso e aiutato a spegnere le fiamme, chiamando subito dopo il soccorso sanitario. Rincuorati dagli investigatori, hanno ripreso il filo del racconto facendo però emergere, man mano che venivano ascoltati separatamente, alcune contraddizioni.
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22
Lug

Arena, lirica in caduta

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Inizio di stagione deludente per la grande musica; I numeri del Nabucco non convincono. Anche il pop va a singhiozzo.
E’ tempo per i primi bilanci dopo l’avvio della stagione estiva areniana. Come sempre si guarda al festival lirico come termometro maggiore del successo della stagione, ma non si tralasciano i concerti pop, che possono fare molto per le entrate. Dai primi dati disponibili appare che una diminuzione nella vendita di biglietti c’è stata.
I numeri ufficiali della Fondazione Arena parlano di un lieve calo di vendite rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, che pure aveva visto una certa ripresa al botteghino. Intanto si ragiona sui numeri delle prime, tutte sotto la soglia della soddisfazione. La delusione maggiore è stata il Nabucco che ha debuttato lo scorso 22 giugno totalizzando solo 8mila ingressi.
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22
Lug

Caso rom, il ministro attacca

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Durante il ‘question time’ alla Camera il Guardasigilli conferma l’invio a Verona dei propri investigatori; libera la seconda indagata.
La polemica sul ‘caso rom‘ a Verona non acceanna a scemare. Notizia di ieri, da Roma. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha disposto accertamenti, che sarebbero tutt’ora in corso, sull’ordinanza con la quale il gip di Verona Giorgio Piziali nove giorni fa aveva fatto tornare in libertà quattro degli otto nomadi fermati con l’accusa di aver costretto i figli a compiere decine di furti in appartamenti.
Durante il question time alla Camera, rispondendo alle interrogazioni dei parlamentari il ministro ha confermato come gli accertamenti dell’ispettorato siano iniziati il 3 luglio scorso: ‘L’ufficio acquisirà una relazione del procuratore capo di Verona e le giustificazioni del gip’, sono state le parole di Alfano.
Le accuse al giudice veronese fanno riferimento a un’ordinanza che ha disposto la non convalida di 4 degli otto fermi di rom accusati dalla squadra mobile di Verona di usare i bambini (sei, tra 8 e 12 anni) per rubare nelle case. I piccoli sarebbero stati guidati tramite cellulare nelle abitazioni prese di mira. Per obbligarli i rom sarebbero ricorsi a botte e minacce. E quando i piccoli venivano pizzicati dalle forze dell’ordine gli otto negavano che fossero figli loro.
A Ventimiglia, mentre stavano per lasciare l’Italia direzione Francia, il fermo di 4 del gruppo. A Rivoli Veronese gli altri fermi. Secondo l’accusa l’organizzazione avrebbe messo a segno centinaia di furti non solo a Verona, ma in quasi tutto il Nord. Dopo le mancate convalide, contro il gip Piziali si era levato un coro di accuse della politica. E le polemiche erano salite ancor più alte giovedì scorso, quando il beneficio dell’indulto aveva determinato la scarcerazione di Vesna Dordevic, nomade indagata nell’inchiesta veronese e tenuta in cella dopo il no di Piziali da una precedente condanna del tribunale di Firenze.
Alla donna era stato anche restituito il figlio di cinque mesi che il tribunale dei minori di Venezia le aveva tolto. Due giorni fa è tornata libera Milena Nicolic, moglie di Zoro Sulic, altra donna del gruppo. Ora l’invio degli ispettori ministeriali nell’ufficio.

Fonte: Quotidiano City del 10 Luglio 2008

22
Lug

Palù, a fuoco un casolare

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Evacuata una famiglia di immigrati, paura anche a Zevio per una fabbrica in fiamme.
Un casolare distrutto, nessun ferito, anche se per qualche ora è c’è stata la paura. Scoppiato nella tarda notte tra lunedì e martedì, a Torre del Sasso, una località di Palù. A farne le spese, una famiglia di immigrati marocchini che abitava nel vecchio edificio.
Il fuoco è divampato inizialmente da alcune masserizie all’interno di un cortile e si è poi esteso al vicino abitato. Per domarlo sono intervenuti attorno alle 4 i vigili del fuoco. Il rogo ha intaccato anche il tetto di un edificio adiacente e una fabbrica in disuso. Non risulta nessuno intossicato. Il comune ha disposto una soluzione d’emergenza per accogliere la famiglia d’immigrati che hanno visto la casa compromessa dalle fiamme.
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22
Lug

Ex Cartiere: torri e giardini, addio al market della droga

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Presentato ieri il progetto che ridisegna una delle aree più degradate della città. Al posto delle industrie spazi commerciali e un cinema.
Venti anni d’attesa, ma per le ex cartiere sembra essere arrivato il momento giusto. E’ stato presentato in comune il nuovo piano per la riqualificazione dell’area, divenuta tristemente nota come il supermarket dello spaccio della città. Al posto degli edifici industriali abbandonati, teatro di molte storie di ordinario degrado, sorgerà un centro polifunzionale che ospiterà oltre 70 attività commerciali, tra cui un cinema con nove sale, un supermercato e 12 tra bar e ristoranti.
Due imponenti edifici, torri di vetro e acciaio che svetteranno per 70 metri saranno il cuore del nuovo centro. Oltre a queste, 30 mila metri quadrati destinati a uffici dove lavoreranno duemila persone. Un terzo edificio sarà collegato all’ala centrale delle vecchie industrie della carta, che divverrà un museo sulla prima industrializzazione a Verona.
Il tutto, garantisce l’archittetto progettista, Bruno Gabbiani, nel massimo rispetto del risparmio energetico e dell’ecosostenibilità. Ma a fare da padrone, là dove regnano i resti di vecchie fabbriche sarà il verde. Ben 40 mila metri quadrati di parco sorgeranno a breve distanza dal centro storico.
Il progetto si accompagnerà ad un’autentica rivoluzione della viabilità nella zona di Verona Sud. Di fondamentale importanza diventerà il collegamento con la riva destra dell’Adige, in particolare nei pressi di Ponte Aleardi, dove sono previste due rotatorie.
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22
Lug

Dalla Cina con carte clonate

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I quattro, originari di Honk Kong avevano fatto acquisti in centro; quarto caso in un mese e mezzo.
Avavano acquistato borse griffate in un negozio di lusso del centro ma le carte con cui avevano cercato di saldare il conto erano false. Quattro uomini di nazionalità cinese sono stati arrestati dai Carabinieri di Verona con l’accusa di uso indebito di carte di credito clonate e falsificazione di documenti.
A segnalare l’accaduto i commessi di Gucci, una delle boutique di via Mazzini, dove uno degli uomini aveva appena ultimato i suoi acquisti pagando con carte di credito. Insospettiti da un alto numero di transazioni i negozianti hanno allertato i militari.
Due degli uomini sono stati bloccati dopo un breve inseguimento, gli altri due sono stati rintracciati alla stazione ferroviaria di Porta Nuova, dove stavano salendo su un treno per Milano. 14 carte di credito clonate, passaporti e documenti falsi, ma anche centinaia di euro in contanti sono stati sequestrati.
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22
Lug

Grandine record sul lago di Garda

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Forti temporali colpiscono il lago di Garda, danni per la grandine, si contano diversi feriti. Vendemmia a rischio, gli agricoltori corrono ai ripari.
Una grandinata come non si vedeva da anni, che per dieci minuti ha messo paura. I danni e disagi per il maltempo di domenica si contano in tutto il Veronese. Ma i temporali più forti temporali si sono verificati sul costa del Garda e la montagna occidentale. Il peggio è avvenuto tra Lazise e Bardolino, quando, nel primo pomeriggio un violento fortunale si è riversato nei due centri turistici. Breve ma di forte intensità, più della pioggia ha fatto paura la grandine. Chicchi anche di cinque centimetri di diamentro, delle dimensioni analoghe a una pallina da ping pong si sono riversati su abitazioni, campi e auto, e anche su malcapitati turisti.
Il più grave è proprio uno straniero, sul Garda per le vacanze, colpito alla testa mentre cercava di coprire la sua auto con un telone. Il maltempo ha assunto dimensioni ancora maggiori sul Monte Baldo: la temperatura è crollata di oltre dieci gradi in pochi minuti tanto che gli escursionisti, sopresi, hanno pensato ad una nevicata. Invece, sul prato non c’erano fiocchi di neve ma grossi chicchi di ghiaccio.
Sfuggita alla terribile grandinata, invece, il versante meridonale del lago, dove sono numerosi i campeggi attrezzati, concentrati in particolare nella zona di Peschiera. Molti gli eventi, programmati per il week-end interrotti per il sopraggiungere dei temporali. A Caprino il previsto il torneo di volley ‘Havana’, giunto all’ottava edizione, ha dovuto chiudere prima degli ultimi match.
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16
Lug

Furti on line: 5 arresti

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Vivevano nel Veronese 4 del gruppo bloccato a Bologna: nella rete i clienti di Postepay. Rubato un milione.
Vivevano nel Veronese quattro dei cinque arrestati per truffa ieri dalla polizia postale di Bologna. La banda operava su internet e attraverso un sito-clone si impadroniva degli account dei clienti che utilizzavano Postepay, la carta prepagata di Poste Italiane. Le vittime venivano agganciate tramite un’email ‘trappola’, con tanto di logo e grafico dell’azienda, che invitava (a volte per ritirare un fantomatico bonus, altre per ‘attivare l’account’) a seguire un link per collegarsi con quello che sembrava in tutto e per tutto il sito ufficiale. Qui l’utente inseriva il numero della carta e il codice di sicurezza che finiva direttamente nelle mani dei truffatori.
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16
Lug

Rom, la procura ricorre contro i fermi ‘cancellati’

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L’indulto ‘libera’ una degli otto nomadi arrestati: restituito uno dei figli. Intanto la polizia passa a setaccio i camper: spuntano nuovi ‘indizi’ di furti.
Il caso dei Rom accusati di obbligare i figli a commettere furti ‘telecomandandoli’ a distanza si è trasformato in pochi giorni in una matassa sempre più ingarbugliata tra fermi revocati, giudici che sconfessano giudici e ferri corti tra magistratura e polizia. E gli ultimi sviluppi non sembrano sbrigliarne il bandolo. La squadra mobile di Verona ha reso noto ieri mattina di aver rinvenuto nel corso delle perquisizioni compiute nei camper delgli arrestati un orologio Rolex tempestato di diamanti e una valigetta con centinaia di migliaia di euro in fotocopia.
L’altro ieri gli investigatori avevano chiesto e ottenuto dal pm Elvira Vitulli un ulteriore decreto di perquisizione dei mezzi degli indagati, chiedendo di essere autorizzatia smontare pannelli e strutture dei camper. E proprio dietro un pannello, tra degli stracci, è stato trovato l’orologio, 20mila euro il valore. In un secondo camper è stata invece trovata una valigetta con migliaia di euro in banconote da 100: fotocopie a colori, forse impiegate per truffe.
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16
Lug

Veronese rapito in Messico

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Paura per Claudio Conti, sparito il 3 giugno; La famiglia: ‘Non abbiamo più notizie’.
Un imprenditore veronese di 53 anni, Claudio Conti, è stato rapito a Puerto Escondido, Messico, dove viveva da 26 anni. L’uomo è scomparso il 3 giugno ma solo ora la famiglia ha rotto il silenzio imposto dalla polizia messicana. ‘Sono venuti armati nel suo locale, il Playa Zicotella e lo hanno portato via con la forza su un’auto’, hanno raccontato il figlio dell’imprenditore, Matteo, e le sorelle, Marina ed Elena.
A ‘Puerto’ Claudio Conti era un volto noto. Proprio uno dei molti locali del veronese, l’Art Cafè, ha ispirato il film di Gabriele Salvatores, appunto ‘Puerto Escondido’. La famiglia Conti ora si dice molto preoccupata per l’operato della polizia messicana, che non la avrebbe più informata sugli sviluppi dell’indagine: ‘Non siamo tranquilli - spiega il fratello Fabio, che vive a Hollywood - dopo le telefonate nei primi quattro giorni del sequestro è calato il silenzio’.
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