Preso a Borgo Roma criminale di guerra serbo
Aveva cercato di rifarsi una vita. Viveva da almeno 7 anni a Verona, in Borgo Roma. Una persona fuori da ogni sospetto. Un lavoro da camionista, una moglie e una figlia. Ma certe volte le marchere di normalità possono riserbare sorprese.
Peslac Sreten, di 38 anni, è infatti un criminale di guerra serbo destinatario di un mandato di cattura internazionale. E ieri è stato rintracciato e arrestato dalla polizia di Verona. In Croazia era stato condannato in contumacia nel febbraio del 2002 dal tribunale di Sibenik a 10 anni di reclusione per crimini di guerra contro la popolazione civile.
Appartenente a un gruppo armato serbo si era reso responsabile di violenze psico-fisiche nei confronti dei croati di Krajna nel tentativo di indurli ad abbandonare la loro terra, arrivando a incendiare abitazioni e suppellettili. Ma non solo, l’uomo si era macchiato, riportando quanto detto a caldo dalla polizia, di un crimine molto più grande: stupro e sevizie a donne croate.
La polizia della squadra mobile scaligera lo ha rintracciato, arrestato e rinchiuso nel carcere di Montorio a Verona, dove è a disposizione della procura generale di Venezia per eventuali ulterriori accertamenti. Ironia della sorte, lo stesso giorno la Procura militare di Verona ha deciso di riaprire il fascicolo contro ignoti sui complici di Mishà Seifert, il ‘boia’ di Bolzano estradato nei giorni scorsi in Italia dal Canada. Per il procuratore Bartolomeo Costantini è necessario fare un tentativo per ritrovare, in particolare, Otto Sein, chiamato in causa per almeno un assassinio avvenuto nel lager di Bolzano.
Costantini aveva chiuso quel fascicolo contro ignoti nel 2001, ma ora l’estradizione di Seifert ha indotto la procura militare scaligera a riprenderlo in esame. Quanto all’ipotesi che il ‘boia’ di Bolzano possa ottenere gli arresti domiciliari per l’età,
Costantini sottolinea ‘che i tempi del procedimento non sono brevi’.
Fonte: Quotidiano City del 21 Febbraio 2008











