Crisi sicurezza, a Verona sempre meno poliziotti
Il segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria, a Verona per il XIX Congresso nazionale, denuncia il calo di personale.
Preoccupati. E’ questo l’aggettivo più adatto a descrivere lo stato d’animo dei vertici della polizia. Di fronte all’aumento esponenziale delle situazioni di emergenza, le forze dell’ordine devono affrontare la carenza di risorse umane che sta caratterizzando il contesto attuale. Sempre meno poliziotti sulle strade, ma anche nelle carceri.
Lo ha denunciato ieri mattina Donato Capece, segretario generale del Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria), in occasione del XIX Consiglio nazionale che si sta svolgendo a Verona in questi giorni.
‘Negli organici della polizia penitenziaria abbiamo riscontrato una carenza pari a 4.300 unità a livello nazionale - ha affermato Capece - chiediamo alla politica di modificare il sistema penale, assumere nuovi poliziotti e costituire la direzione generale del corpo di polizia penitenziaria nell’ambito del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria’.
Ma non sono solamente le guardie carcerarie a lamentarsi. Il sindacato autonomo di polizia, attraverso le parole del segretario provinciale veronese, Nicola Moscardo, fa sapere che: ‘tra pochi giorni la Questura di Verona dovrà rinunciare a ben 23 unità che saranno riassegnate altrove e forse avrà in cambio meno della metà di questa cifra’.
Ed è proprio l’attuale emergenza sicurezza a preoccupare Moscardo. L’episodio del tifoso del Parma morto domenica scorsa ad Asti in uno scontro tra tifoserie, rischia di ripetersi anche nella provincia scaligera. ‘Il nostro territorio è attraversato da una serie di arterie autostradali, percorse ogni week end dalle tifoserie di diverse squadre rivali - spiega Moscardo - se diminuiscono gli uomini non vedo come potremo garantire la sicurezza negli stadi, sulle autostrade e sui treni’.
Come può una pattuglia formata da due soli uomini sprovvisti di strumenti di difesa, intervenire per sedare eventuali risse?
I rinforzi provvisori messi a disposizione per l’estate sono un palliativo inutile, serve un intervento concreto per garantire continuità alla sicurezza.
Fonte: Quotidiano City del 2 Aprile 2008











