Calici, ministri, miss e vip. Tutto quanto fa Vinitaly
Moltissimi i visitatori attesi alla rassegna che durerà fino a lunedì. Un giro d’affari stimato attorno ai 200milioni di euro.
Partita. Una cerimonia con ospiti internazionali ha inaugurato la 42ma edizione del Vinitaly, la rassegna internazionale di vino, olio e distillati che si svolgerà in fiera fino a lunedì. Al taglio del nastro, oltre alle autorità locali, erano presenti l’ambasciatore degli Stati Uniti, della Moldavia e una delegazione argentina.
C’era anche il ministro alle Politiche Agricole Paolo De Castro che ha commentato: ‘Mi aspetto un trionfo, un grande protagonismo dell’enologia italiana in questo Vinitaly che è ormai la bandiera del vino italiano nel mondo’.
La lista dei vip attesi è lunghissima: Diego Della Valle, Alba Parietti, Lamberto Sposini, Max Pisu. Ma anche il presidente del Senato Franco Marini, il ministro al Commercio internazionale Emma Bonino, il ministro per la famiglia Rosy Bindi e il ministro del Lavoro Cesare Damiano.
4300 espositori provenienti da oltre 30 Paesi, 19 mila posti auto messi a disposizione, 150mila visitatori attesi. Un giro d’affari che dovrebbe portare a Verona oltre 200milioni di euro. Il settore anche lo scorso anno ha visto aumentare l’export del 7,8%, per un controvalore di 3,5 miliardi di euro. Sono i dati della Cia (Confederazione italiana agricoltori) che ha evidenziato il doppio volto del mercato vinicolo dell’anno scorso.
Calo dei consumi nazionali in quantità e in valore, a fronte di un aumento nelle esportazioni. Di fronte al mercato internazionale sarà nominata questa mattina l’ambasciatrice del vino veneto, il volto adatto a rappresentare i prodotti locali nel mondo. E per tale carica si è scelto un volto decisamente attraente.
‘Dopo Marta Marzotto, Enrico Fabbris e Katia Ricciarelli - si legge in una nota del Vinitaly - la nuova ambasciatrice sarà Silvia Battisti, Miss Italia 2007′.
Intanto arrivano anche le prime polemiche. Coldiretti ha lanciato l’allarme sulle nuove etichette delle bottiglie. A seguito della riforma europea per i vini da tavola si è creata confusione. Sfruttando la notorietà del vitigno, le aziende non indicano con precisione la distinzione tra luogo di coltivazione e luogo di lavorazione.
Fonte: Quotidiano City del 4 Aprile 2008











