Accoltella la ex in strada, operaio romeno arrestato
L’aggressione l’altra sera. L’uomo, un muratore di 42 anni, non accettava la fine della relazione, la donna lo aveva denunciato a giugno.
‘Ti ucciderò, al costo di finire in galera’. Alla fine Mircea Panaite non ha mantenuto la promessa ma in carcere c’è finito lo stesso, a Montorio. Lui, un muratore romeno di 42 anni è stato arrestato domenica sera dalla polizia di Verona. L’accusa: tentato omicidio dell’excompagna, anch’essa romena, sua coetanea. E sulla vicenda, l’ombra della premeditazione. Secondo quanto ricostruito dalla questura scaligera, Panaite ha atteso la ex sotto casa di lei, in via Lazise, alle Golosine.
Quando è arrivata la donna il muratore l’ha aggredita con un coltello che si era portato da casa, rincorsa a lungo inm strada, picchiata e infine accoltellata. Sebbene ferita, la donna non è in pericolo di vita. Fondamentale si è rivelato l’aiuto degli abitanti del quartiere che non hanno esitato ad accorrere in soccorso della donna in pericolo.
Non appena realizzato quanto stava accadendo, sono stati in molti a chiamare la polizia. Ad attrarli le urla forsennate della donna, inseguita per qualche centinaio di metri. Alcuni degli abitanti di via Lazise non si sono limitati a chiamare le forza dell’ordine, ma sono scesi in strada e hanno ostacolato e ritardato l’uomo che è riuscito comunque a raggiungere la ragazza. Pochi istanti dopo, una volante della polizia è giunta sul luogo, immobilizzando Mircea Panaite e arrestandolo. Un rapporto tormentato, quello tra i due romeni. Avevano cominciato a vivere insieme nel 2007, ma l’uomo, che aveva già moglie e figli in Romania, era geloso e possessivo oltre i limiti della paranoia.
Lo scorso gennaio, alla decisione di lei di farla finita con la storia, erano iniziate le persecuzioni. La donna veniva seguita dell’ex notte e giorno e riceveva quotidianamente centinaia di sms: messaggi in larga parte di minaccia.
Il primo giugno scorso la denuncia alla polizia per ’stalking’, che potremmo tradurre con disturbo continuoato a scopo sessuale. Ma perché l’aggressore finisse in carcere si è dovuto aspettare che l’uomo passasse dalle parole ai fatti.
Fonte: Quotidiano City del 22 Luglio 2008











