Blog di Verona

22
Lug

Accoltella la ex in strada, operaio romeno arrestato

Posted By admin nella categoria Cronaca.

L’aggressione l’altra sera. L’uomo, un muratore di 42 anni, non accettava la fine della relazione, la donna lo aveva denunciato a giugno.
‘Ti ucciderò, al costo di finire in galera’. Alla fine Mircea Panaite non ha mantenuto la promessa ma in carcere c’è finito lo stesso, a Montorio. Lui, un muratore romeno di 42 anni è stato arrestato domenica sera dalla polizia di Verona. L’accusa: tentato omicidio dell’excompagna, anch’essa romena, sua coetanea. E sulla vicenda, l’ombra della premeditazione. Secondo quanto ricostruito dalla questura scaligera, Panaite ha atteso la ex sotto casa di lei, in via Lazise, alle Golosine.
Quando è arrivata la donna il muratore l’ha aggredita con un coltello che si era portato da casa, rincorsa a lungo inm strada, picchiata e infine accoltellata. Sebbene ferita, la donna non è in pericolo di vita. Fondamentale si è rivelato l’aiuto degli abitanti del quartiere che non hanno esitato ad accorrere in soccorso della donna in pericolo.
Non appena realizzato quanto stava accadendo, sono stati in molti a chiamare la polizia. Ad attrarli le urla forsennate della donna, inseguita per qualche centinaio di metri. Alcuni degli abitanti di via Lazise non si sono limitati a chiamare le forza dell’ordine, ma sono scesi in strada e hanno ostacolato e ritardato l’uomo che è riuscito comunque a raggiungere la ragazza. Pochi istanti dopo, una volante della polizia è giunta sul luogo, immobilizzando Mircea Panaite e arrestandolo. Un rapporto tormentato, quello tra i due romeni. Avevano cominciato a vivere insieme nel 2007, ma l’uomo, che aveva già moglie e figli in Romania, era geloso e possessivo oltre i limiti della paranoia.

Lo scorso gennaio, alla decisione di lei di farla finita con la storia, erano iniziate le persecuzioni. La donna veniva seguita dell’ex notte e giorno e riceveva quotidianamente centinaia di sms: messaggi in larga parte di minaccia.
Il primo giugno scorso la denuncia alla polizia per ’stalking’, che potremmo tradurre con disturbo continuoato a scopo sessuale. Ma perché l’aggressore finisse in carcere si è dovuto aspettare che l’uomo passasse dalle parole ai fatti.

Fonte: Quotidiano City del 22 Luglio 2008

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