Rom, fermi e polemiche, ‘giudici smentiti dai fatti’
Bambini usati per i furti. Politici contro l’annullamento degli arresti. Tosi: gli italiani non capiscono. Sulic: ‘Ridatemi i miei figli’.
Subito dopo la sentenza le prime ‘avvisaglie’ della polemica. Ieri la conferma che la decisione del gip veronese Giorgio Piziali di non convalidare i fermi di quattro degli otto rom cui la squadra mobile contesta di aver utilizzato sei bambini come ‘macchine’ da furto in appartamento è di quelle destinate a far discutere, nel clima politico di oggi.
Tanto più che ieri un altro giuce, del tribunale per i minori del Piemonte e della Valle d’Aosta ha convalidato il fermo del minore indicato fra gli sfruttatori, il croato S.M. di 17 anni. Nell’ordinanza il gip torinese ha disposto la custodia in carcere per la gravità degli indizi relativi alle ipotesi di reato contestate. A Vicenza, nelle stesse ore, un secondo giudice ha convalidato il fermo di Dragan Sulic, un altro dei rom toccati dall’indagine veronese.
E in carcere restano anche Branko e Marko Sulic, i rom fermati nei pressi di Ovada, ieri di fronte al gip di Alessandria. ‘Ancora una volta la polizia fa e la magistratura disfa’, aveva attaccato fin dall’altra sera Isabella Bertolini, deputata Pdl, definendo ‘a dir poco sconcertante’ la scarcerazione di due dei nomadi arrestati a Verona.
Quanto al sindaco Flavio Tosi, in prima fila nell’indicare il ‘pericolo’ rom, in un primo momento aveva scelto il silenzio. Ieri le prime parole. ‘I tecnicismi della giustizia, anche se supportati da norme di garanzia, lasciano sconcertati - ha detto Tosi - Il cittadino si chiede come sia possibile scarcerare nomadi dediti al furto e che costringono i figli a delinquere’. Per il sindaco la decisione di Piziali ‘è l’ennesima dimostrazione di come il nostro sistema giudiziario non funzioni’.
Intanto, dal tribunale dei minori di Venezia Miso Sulic, uno dei due rom liberati dal giudice Piziali, chiede di riottenere i propri figli, un maschietto di sei mesi e di una bimba di nove anni: ‘Sono un padre come gli altri, che si preoccupa di dar da mangiare e far giocare i propri figli e che li manda a scuola. Eravamo vicino a Verona solo da un giorno quando sono arrivati i poliziotti’.
Fonte: Quotidiano City del 3 Luglio 2008











