Fuga di gas nella roulotte, muore bimba di due anni
A determinare l’esalazione letale, un probabile guasto al sistema del generatore di corrente che riforniva di energia il mezzo-abitazione.
Era uscito alle prime luci dell’alba per pascolare le pecore del suo gregge e di certo non immaginava minimamente la tragedia che lo attendeva. Poi da quel camper posteggiato in riva all’Adige a Roverchiara, in cui viveva con la famiglia ha sentito le urla frenetiche della moglie. Un grido disperato che ha immediatamente fatto correre il pastore verso la roulotte. Ad attenderlo il dramma.
Stesa sul lettino, priva di sensi, la piccola figlia di appena due anni. L’uomo ha chiamato immediatamente i soccorsi, nel disperato tentativo di salvare la neonata. Ma gli uomini di Verona Emergenza, giunti subito in quella zona isolata della campagna della Bassa veronese, hanno capito in pochi secondi che il destino della piccola era ormai irrimediabilmente segnato. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Legnago e i vigili del fuoco.
All’origine della tragedia una fatale dimenticanza. Qualcuno avrebbe lasciato chiusi i finestrini mentre il generatore che forniva il camper di energia elettrica era acceso al suo interno. Le esalazioni del macchinario, paragonabili al gas di scarico delle auto, si sono rivelate mortali.
In quel momento nel camper posteggiato sulla riva del fiume, dormivano in due: la madre e la piccola figlia. La donna, fortunatamente, è riuscita a svegliarsi e, anche se gravemente indebolita dalle esalazioni del gas fuoriuscito, ha chiesto aiuto urlando. I soccorritori, arrivati intorno alle 9 del mattino, l’hanno ricoverata all’ospedale di Legnago con sintomi di intossicazione. Le sue condizioni non sono comunque apparse gravi. Una tragedia forse evitabile, dovuta all’intossicazione da monossido di carbonio. Questo gas è responsabile di oltre 350 decessi all’anno in Italia, gli incidenti sono dovuti perlopiù al malfunzionamento di elettrodomestici da interno.
Per una corretta prevenzione gli esperti medici suggeriscono sempre di effettuare controlli periodici per accertarsi del corretto funzionamento di caldaie e stufe elettriche. Una prevenzione che avrebbe potuto salvare la bimba.
Fonte: Quotidiano City del 24 Giugno 2008











